Greg Burk, originario del Michigan, suona il pianoforte dall’età di sei anni. A sedici inizia a frequentare la ricca scena jazz di Detroit, anche alla guida di suoi gruppi. Ha studiato con Yusef Lateef, Archie Shepp, George Russell, Paul Bley e Danilo Pérez.
Dopo aver insegnato al Berklee College of Music di Boston e alla New York University, si è stabilito in Italia, continuando anche qui l’attività didattica (New York University di Firenze) oltre a quella concertistica. Burk è stato definito “uno sperimentatore con la serena sicurezza del mainstreamer”: è infatti fautore di un modernismo senza eccessi radicali, che mantiene un profondo rapporto con la tradizione del pianoforte jazz.
Il suo debutto discografico avviene nel 2002 con la pubblicazione di Checking In da parte della storica label Soul Note. Numerose registrazioni sono poi seguite su varie etichette, tra le quali spicca la SteepleChase.
Burk ha collaborato con personalità del livello di Kenny Wheeler, Benny Golson, David Murray, Jerry Bergonzi, Frank Lacy, Dave Liebman, Steve Swallow, Sheila Jordan, Rob Mazurek, Steve Grossman, Mulatu Astatke, Roberto Gatto.