A parte il loro inseparabile pianoforte, ad accomunare Danilo Rea e Ryūichi Sakamoto è il legame davvero profondo con l’aspetto melodico della musica. Non meraviglia quindi che Rea si confronti con il compositore giapponese, del quale sa esaltare il senso del canto.
Nato a Vicenza nel 1957, Danilo Rea è cresciuto a Roma, sulla cui scena jazzistica ha esordito assai presto, creando nel 1975 il Trio di Roma (con Enzo Pietropaoli e Roberto Gatto). Con questa formazione e, successivamente, con i Doctor 3 (con Pietropaoli e Fabrizio Sferra), Rea ha stabilito la norma del piano trio jazzistico all’italiana. Nella carriera di Rea risaltano anche notevoli collaborazioni internazionali (con Chet Baker, Lee Konitz, Steve Grossman, Bob Berg, Phil Woods, Michael Brecker, Joe Lovano, Gato Barbieri…), nonché un’attività d’alto livello nel pop italiano. Pianista prediletto da Mina, Claudio Baglioni e Pino Daniele, Rea ha collaborato anche con Domenico Modugno, Fiorella Mannoia, Riccardo Cocciante, Renato Zero, Gianni Morandi e Adriano Celentano, e ha preso parte alla ‘svolta jazz’ di Gino Paoli.
Per questa occasione, Danilo Rea torna a esibirsi in duo con il guru dell’elettronica Martux_m (la prima esperienza che condivisero fu “Reminiscence”, nel 2014). Martux_m è fautore di un processo di modernizzazione musicale dalla marcata propensione tecnologica applicata alla ricerca ritmico-timbrica. Sul palco, le visioni oniriche di Mauro Cosenza, videoartista argentino, accompagnano il duo creando una scenografia in movimento.